| Si parla del dopo Expo. Ma prima? |
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Personaggi politici e privati pensano già al dopo Expo: il resto del mondo sorride, per non dire che qualchuno addirittura si sganascia dalle risate. Le aree destinate all'esposizione universale, fatte di tende e serre, pare saranno luoghi di fecondazione di grandi complessi edilizi, fatti di strutture avveniristiche e gli immancabili grattacieli. Milano con l'ennesimo cambio di profilo, uno skyline diverso allo scadere di ogni lustro. Nel bel mezzo anche la nuova sede RAI, la "Saxarubra" milanese di cui si parlò qualche mese fa. Nel frattempo si fa quindi accademia, un po' per il piacere di farla e un po' perché la situazione è talmente al palo che non si sa più da che parte girarsi per risolverla. Come tutti sanno ormai, il caso va ben oltre i confini regionali o nazionali, i terreni dove dovrebbe costruirsi la tendopoli Expo sono ancora saldamente nelle mani degli attuali proprietari: il nodo dell'acquisto o del comodato d'uso fa discutere, infiamma, spacca senza tuttavia far sperare in una soluzione a breve. I paladini del comodato (Comune, Provincia e gli attuali proprietari) trovano oggi un nuovo alleato nel Ministero dell'Economia, il dicastero di Tremonti che, oltre a socio di riferimento di Expo SpA, è uno dei maggiori nemici e detrattori pubblici dell'Expo. Meno si spende meglio è, poi si vedrà: questo sembra essere il pensiero di tutti tranne che del Supertetragovernatore Roberto, sempre indirizzato verso il fronte dell'acquisto. Nel frattempo, tuttavia, si sta scatenando la gara a chi progetta meglio il dopo Expo, a chi ha più idee su come verranno impiegate le aree che diverranno edificabili. Prima fra tutte spicca la nuova sede RAI, progetto su cui il presidente Garimberti aveva frenato accennando a un problema di fondi: tra le proposte quella che spicca prevede una struttura di circa settantadue mila metri circondata da torri di quasi venti piani oltre a un parco le cui dimensioni sono ancora da definire. La maggior parte dei progetti, com'è facile intuire, prevedono la costruzioni di unità abitative e commerciali, lasciando poco spazio nell'area a iniziative di carattere pubblico; addirittura qualcuno ha ipotizzato la realizzazione di un mega parco divertimenti mentre qualcun altro ha proposto la realizzazione di un villaggio olimpico, struttura di cui Milano è priva e, sinceramente, la popolazione sente la mancanza e la richiede a gran voce... Dalla voce del nuovo ad Sala si viene a conoscenza di un accordo stipulato con il Ministero dell'Economia al fine di rendere utilizzabili i quasi otto milioni di Euro stanziati per Expo nel 2009: circa 5 per la gestione e meno di tre per l'avviamento di alcune opere infrastrutturali ma solo a partire dal prossimo settembre. Con l'arrivo di questi fondi, sommati a quelli versati già dal socio Regione e agli oltre due milioni che arriveranno dal Comune e dalla Provincia, la società Expo SpA avrebbe davanti a sé la prospettiva di chiudere l'esercizio 2010 senza problemi di sorta. Resta solo un piccolo particolare da tenere presente: le aree sono ancora degli attuali proprietari e un accordo sulla loro cessione o prestito non è ancora stato trovato. Ecco perché, al momento, tutto ciò di cui si è parlato è e resta solo accademia. |

