Domenica, 05 Set 2010

Quanto manca all'Expo?

01.05.2015 00:01 1698 Days

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Terreni 1 - Expo 0

Che bella la terra da coltivare...

Mentre si attendeva la nuova proposta da parte dei proprietari dei terreni dell'area Expo e i vertici politici si occupavano d'altro (Monopoli, regalie e cambi di nome alle sale convegni) quella non è arrivata: nel modo peggiore, nessuno si è preoccupato di presentarsi per farlo. Della serie o accettate la proposta così com'è oppure non se ne fa nulla. Il supergovernatore portatore di soldi ai fratelli ciellini si è subito risentito, dicendo che l'Expo non è stato vinto per fare dei regali ai privati ma, se Atene piange, anche Sparta non ride... Infatti ieri in borsa, il titolo di Fiera Milano, ha subito un brusco rallentamento dovuto proprio alle notizie che Fondazione non aveva ancora trovato un accordo sulla cessione o sul comodato d'uso.

Nel frattempo, Meomartini, il presidente di Assolombarda ha ribadito per l'ennesima volta: «Ci sono troppe polemiche l'Expo sarà quello che riusciremo a fare. Le imprese credono nell'Expo però bisogna rimboccarsi le maniche perché non c'è più tempo da perdere ».

 

I tecnici e i legali della Fiera, alle osservazioni degli enti locali sulla prima proposta, avrebbero risposto che si è trattato solo di un equivoco. E l’equivoco riguarderebbe la ripartizione delle superfici: il 44% che torna in mano ai privati e il 56% al pubblico. Mentre, secondo le indicazioni degli enti pubblici, la ripartizione deve essere 30% ai privati e 70% al pubblico. Ma i tecnici della Regione sono andati più a fondo smontando la proposta dei privati pezzo a pezzo. A partire dai 400mila metri quadri di superficie edificabile in mano ai proprietari. Sbagliato, secondo i tecnici regionali, perché il calcolo dei volumi con l’indice di 0,52 è stato fatto su tutti gli 800mila metri quadrati dell’area, anche quella che resterà in mano pubblica. Se, invece, il calcolo fosse stato fatto solo sui terreni che rimarranno in mano ai privati la spl si sarebbe ridotta di oltre un terzo. E, quindi, il vero indice edificatorio per quella porzione di terreni non è 0,52, ma 1,2.

Con queste volumetrie, il valore del costruito si attesterebbe intorno a 1 miliardo e 200 milioni di euro, secondo le stime della Regione. I 135 milioni che i privati sono pronti a dare per le opere di infrastrutturazione e urbanizzazione arriverebbero nelle casse degli enti pubblici solo dopo che venga rilasciato il permesso di costruire. Quindi, a detta del Pirellone, solo dopo il 2015. Inoltre, questi 135 milioni sono a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Altro punto non gradito dall’ente pubblico. L’accordo sulle aree è nullo se non verrà approvata la variante entro la fine del 2012. Con la possibile conseguenza che se qualche opera sul sito di Expo avesse già preso forma, passerebbe nelle mani dei privati. Conclusione finale: proposta irricevibile. Proprio in base a queste considerazioni la Regione ribadisce  che è sempre più convinta che per difendere l'interesse pubblico l'unica soluzione sia quella proposta mesi fa dallo stesso Formigoni, e allora accolta da tutti i soci, e cioè l'acquisto delle aree.

La telenovela continua...

 

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