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La fotografia ai tempi di Expo

Vincenzo Castella, Milano, 2013. Da Italia Inside Out
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli occhi sono puntati su Milano. È quasi inutile dirlo: già da diversi mesi il capoluogo lombardo è al centro dell’attenzione internazionale. Il motivo si può sintetizzare in una parola: Expo. Che per questa edizione ha un tema di particolare attualità: con “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” si vuole parlare di scompensi ambientali, con luoghi dove la fame è un problema endemico e altri dove il problema è l’obesità, luoghi dove si vorrebbe poter mangiare a cui si contrappongono altri dove non si mangia – leggi diete - per mantenersi in linea e, ancora, spreco e mancanza di cibo, sfruttamento di zone di produzione a opera di altri che ne godono i vantaggi. Ma non va dimenticato un altro tipo di nutrimento dato dalla cultura. Che, a sua volta, significa scoprire quanto altri hanno fatto nel mondo dell’arte, dello spettacolo, della letteratura, della scienza e goderne i risultati, gioendo per questa possibilità che è ricchezza – nutrimento, appunto - per lo spirito. Ma non solo: i dati sull’apporto di lavoro e ricchezza che ricade ad ampio raggio sono decisamente elevati con cifre molto interessanti.

Milano dunque è luogo di elevato interesse: il New York Times l’ha messa al primo posto tra 52 destinazioni nel mondo da vedere nel 2015. Molte sono le iniziative studiate per soddisfare i visitatori anche oltre i confini dell’Expo. Se guardiamo al mondo della fotografia scopriamo che tante sono le iniziative programmate unendo più forze, con collettive che permetteranno di conoscere meglio il nostro Paese. Dall’altro lato Milano metterà in risalto – o almeno dovrà farlo – tutta la sua fotogenicità, che non si può sintetizzare solo in moda, shopping, design, ristoranti.

Chiama invece in causa monumenti, giardini da scoprire all’interno dei palazzi del centro, location e addirittura marciapiedi. Infatti con “Sopra il Sotto – Tombini Art raccontano la Città Cablata” in via Montenapoleone e via S. Andrea si possono vedere 24 Tombini Art, pezzi unici e originali, cesellati a rilievo e dipinti a mano, pensati e ideati da altrettanti stilisti e dai due giovani fashion designer, Alessandro Garofolo e Santi. L’iniziativa, promossa e realizzata da Metroweb, coprirà tutto il periodo dell’Expo e oltre, fino a gennaio del 2016, offrendo la possibilità di foto insolite anche a chi di Milano vuole scoprire solo il Quadrilatero della Moda.

Molti altri – e in questo caso parliamo di fotografi e giornalisti – saranno interessati a fotografare negli spazi dell’Expo. Canon all’interno del Media Center, allestito in collaborazione con Manpower, offrirà un importante supporto ai giornalisti, ai fotografi professionisti: «Lo spazio dedicato ai giornalisti – è l’anticipazione - sarà attrezzato con le ultime soluzioni di storage in cloud per poter ricevere in tempo reale, attraverso un portale di news room, tutte le informazioni relative alla manifestazione e poterle condividere o stampare immediatamente con la tecnologia messa a disposizione da Canon. Fotografi e operatori broadcasting riceveranno il supporto necessario per svolgere al meglio il proprio lavoro, usufruendo di uno spazio esclusivo fornito di connettività Internet per l’invio diretto delle immagini alle redazioni».

La fotografia all’Expo sarà anche uno strumento per catturare l’attenzione dei visitatori e per far meglio capire il tema trattato. Particolarmente interessanti sotto questi due aspetti si annunciano le mostre fotografiche all’interno dei cluster, che sono la novità, perché pongono l’attenzione sui temi e le filiere alimentari rappresentative di tutti i Paesi partecipanti. Così i nove cluster ospitano all’interno altrettante mostre fotografiche curate da famosi fotografi di livello internazionale, che hanno coinvolto Magnum ma non solo. Gianni Berengo Gardin si è occupato del riso fotografando la coltura e la raccolta del riso, dalle valli del Piemonte e della Lombardia alla Cina e alla Francia. Irene Kung racconta la bellezza degli alberi da frutta e dei legumi. Joel Meyerowitz si è interessato dei cereali, dei tuberi, della varietà delle diverse specie di pane nel mondo. Del cioccolato prodotto, consumato e venduto in tutto il mondo, si è occupato Martin Parr. Il caffè è stato invece il tema affrontato da Sebastião Salgado, che negli ultimi dieci anni ha fotografato la coltivazione, la raccolta, l’essiccamento, la selezione e il trasporto del caffè in vari Paesi del mondo. Alessandra Sanguinetti mostra con le sue immagini la vita delle famiglie nelle Isole Oceaniche, con tre storie diverse realizzate negli Oceani Atlantico, Pacifico e Indiano. Ferdinando Scianna racconta invece il Mediterraneo e ne documenta la cultura, la vita e i riti. L’americano George Steinmetz mostrerà le Zone Aride del mondo dall’alto, attraverso un suo speciale deltaplano costruito appositamente, cogliendo in molti casi quelle zone riadattate alla fertilità e alla coltivazione di prodotti agricoli. Un altro fotografo americano, Alex Webb, racconta la grande varietà delle spezie attraverso un itinerario che ripercorre l’antica Via delle Spezie e i mercati dell’Asia. La collaborazione di Canon è consistita nel mettere a disposizione, come viene spiegato, «una tra le sue più innovative tecnologie di stampa, la soluzione Océ Arizona che, grazie alla possibilità di stampa su qualsiasi formato e supporto, ha permesso di ottenere il massimo impatto dalle fotografie scelte».

Milano, 1993. Foto di Maurizio Galimberti. Dal Photofestival 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Varcati di nuovo i confini dell’Expo sarà possibile scoprire che tutta Milano si animerà in quei sei mesi: concerti, spettacoli sottotitolati per rivolgersi a un pubblico internazionale, mostre importanti. Tra queste, anche la fotografia è destinata a far sentire il suo potere di attrazione: il Photofestival, la rassegna tutta incentrata sulla fotografia, che coinvolge spazi pubblici – tra questi i “Palazzi della Fotografia”, quattro prestigiose sedi che ospiteranno numerose mostre personali (Palazzo Castiglioni e Palazzo Bovara nella sessione primaverile, Palazzo Turati e Palazzo Giureconsulti nella sessione autunnale) - e privati, anche non abitualmente destinati a ospitare mostre, per l’occasione raddoppia. Le date, come i nostri lettori hanno già potuto scoprire, saranno dal 20 aprile al 20 giugno e dal 15 settembre al 31 ottobre 2015 per concludersi con il Photoshow, la manifestazione di Aif dedicata al mondo Imaging  in programma al Superstudio Più dal 23 al 25 ottobre 2015, con una nuova location, una data differente dall’abituale, ma anche una impostazione completamente nuova.

Intanto, anticipazione del Photofestival, La Casa di Vetro dal 18 marzo al 3 maggio ospita la mostra “Dal Palco. Paolo Dalprato. Due anni con laVerdi” che vuole raccontare l’orchestra Giuseppe Verdi oggi. Questa stessa orchestra in occasione dell’Expo ha studiato un calendario di eventi musicali che si susseguiranno fino alla fine di ottobre.

Altre mostre saranno una occasione per scoprire Milano. Tra queste si annuncia “Ibridazioni Architettoniche” di Cinzia Susca, dal 23 aprile al 28 maggio presso AD Gallery: «Di fronte ad architetture contemporanee già di per sé spettacolari, Cinzia Susca ha scelto di non descriverle nel loro assieme, ma di coglierne aspetti insoliti inserendole in un’atmosfera che la mancanza di persone rende vagamente surreali» è il commento di Roberto Mutti, nel Comitato Scientifico con Giovanni Pelloso, che coordina il Photofestival. Con un occhio a tutta l’Italia, attraverso uno strumento particolare come la Polaroid, si annuncia la mostra di Maurizio Galimberti esposta presso Barbara Frigerio Contemporary Art dal 7 maggio al 14 giugno.

Federico Patellani, Matera, 1953. Da Italia Inside Out

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con uno sguardo ampliato a tutta l’Italia, per permettere ai visitatori di scoprire bellezze e particolarità del nostro Paese è “Italia Inside Out”, che si annuncia come «la più grande mostra di fotografia mai realizzata, interamente dedicata all’Italia». Curata da Giovanna Calvenzi e ospitata presso il Palazzo della Ragione Fotografia è scandita in due momenti, dal 21 marzo al 21 giugno con i fotografi italiani e dal 1° luglio al 27 settembre con i fotografi del mondo, per un totale di 600 immagini. «Per la prima volta – si legge nella presentazione – Italia Inside Out propone il lavoro di grandi maestri che, in momenti diversi e con esperienze soggettive, hanno colto gli aspetti principali e le peculiarità che contraddistinguono il Belpaese e i suoi abitanti. La loro ricerca si è concentrata sulle bellezze dei paesaggi, sullo sviluppo delle città, sugli stereotipi, sul modo di vivere, ma anche sulle speranze, sui sogni e sui drammi della nostra storia recente. Un viaggio nel tempo, nei luoghi, nelle vicende che, mescolandosi, costituiscono la trama per un riflessione su quello che l’Italia e gli italiani sono e sono stati. La suggestione del viaggio verrà anche ricreata dal particolare allestimento di Peter Bottazzi che, per l’occasione, ha pensato a un lungo convoglio composto da diverse carrozze che ospitano, al loro interno, delle personali di ciascun autore che interpreta i luoghi dell’Italia che più l’hanno ispirato». Oltre 250 sono le immagini che è possibile vedere dal 21 marzo al 21 giugno, realizzate da oltre quaranta fotografi. Sono Marina Ballo Charmet, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, Antonio Biasiucci, Tommaso Bonaventura, Luca Campigotto, Silvia Camporesi, Lisetta Carmi, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Cesare Colombo, Mario Cresci, Paola De Pietri, Pietro Donzelli, Franco Fontana, Vittore Fossati, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Guido Guidi, Giovanni Hänninen, Guido Harari, Alessandro Imbriaco, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Martino Marangoni, Nino Migliori, Domingo Milella, Paolo Monti, Ugo Mulas, Walter Niedermayr, Federico Patellani, Franco Pinna, Francesco Radino, Riverboom, Claudio Sabatino, Marta Sarlo, Fabio Severo, Shobha, Massimo Siragusa, Toni Thorimbert, Paolo Ventura, Massimo Vitali.

Milano già da marzo e nei sei mesi successivi è dunque destinata a diventare luogo di conoscenza e di scoperte, con visioni molto ampie e punti di vista differenti che compongono un ampio panorama. A tutto questo la fotografia collabora ampiamente.

(Riproduzione consentita da ©osservatoriodigitale di Marzo 2015)

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