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Anche Boeri si candida a sindaco |
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Dopo il super-avvocato Giuliano Pisapia, un'altra star si propone come candidato sindaco della città dell'Expo: si tratta dell'architetto Stefano Boeri, chiamato dalla signora Letizia a coordinare il gruppo di architetti responsabili del progetto Expo 2015.
Boeri, classe '56, nasce e lavora a Milano, dove centra il suo impegno nel mondo dell'architettura e del design urbano. È il fondatore di Multiplicity, un network internazionale di ricerca, ed è professore di disegno urbano al Politecnico di Milano. Negli anni ha curato anche la gestione del Dipartimento di Architettura della Triennale. Dopo aver diretto il mensile Domus, dal 2004 al 2007, è diventato il direttore del mensile Abitare.
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Expo di Shanghai: il mondo in coda |
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Bellissimo oltre che molto interessante la disamina che fa Aldo Bonomi in questo suo articolo su Il Sole 24 Ore di Ieri. Per chi lo avesse perso vale la pena di leggerlo per capire ancora di più il mondo Expo visto dalla parte di chi, un'Expo la sta vivendo.

È fatica arrancare nella piana dell'Expo di Shanghai. Da padiglione a padiglione, anche se eviti le lunghe code con i permessi da delegazione in visita, i 40 gradi e l'umidità si fanno sentire. Non tragga in inganno l'immagine dell'attraversamento. Anche se è un'area due volte e mezzo il Principato di Monaco, siamo nel centro di Shanghai, all'ombra dei grattacieli della city che si stagliano sullo sfondo. Ma la fatica dell'arrancare, se unita a cercare di capire e ragionare, vale la pena.
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...tra una cazzata e l'altra detta da tanti protagonisti del mondo Expo in vacanza, anche agosto sta per chiudere i battenti e, come previsto, passi avanti non ce ne sono stati. Il leader leghista Bossi si è limitato a dire che è stato lui a suggerire al ministro Tremonti di non dare i soldi a Stanca, sul quale ha poi commentato: "Stanca? Nomen omen".
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Prima di tutto le vacanze... |
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Dopo tanto parlare è venuto finalmente il momento dei fatti. Basta con le discussioni sui terreni: acquisto, comodato o società mista? Qual è la soluzione giusta, quella che mette d'accordo tutte le parti e non grava sulle tasche dei privati e inermi cittadini? Lo scopriremo solo vivendo, diceva una canzone di Battisti, e così, anche noi, dovremo aspettare ancora un po' prima di conoscere le sorti delle aree in questione. Per chi non se ne fosse accorto siamo ad agosto, il mese tabù per gli italiani, i trentuno giorni in cui il paese (sì, con la p minuscola visto lo spessore terzomondista della nostra nazione) si ferma per poi riprendere – con i ritmi di un accellerato – verso la seconda settimana di settembre. Tutti in vacanza con il consueto "ci penseremo domani".
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Si abbassino i toni, si allunghi la linea 5 |

In settimana, la scorsa, sono emerse poche novità riguardo all'Expo, nessuna delle quali ha meritato riflettori particolari: vediamo allora di riassumere in breve che cosa è successo. Nulla di fatto per quanto riguarda i terreni per i quali si sta tentando di trovare ogni tipo di soluzione, dall'esproprio all'allargamento dei possibili soci nella società da fondare per l'acquisizione: le ultime voci di corridoio danno anche una parte degli attuali proprietari (Fondazione Fiera) disponibili a far parte della compagnie sociale pur di trovare una soluzione che li vedrebbe premiati alla fine dell'esposizione universale.
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Si parla del dopo Expo. Ma prima? |
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Personaggi politici e privati pensano già al dopo Expo: il resto del mondo sorride, per non dire che qualchuno addirittura si sganascia dalle risate. Le aree destinate all'esposizione universale, fatte di tende e serre, pare saranno luoghi di fecondazione di grandi complessi edilizi, fatti di strutture avveniristiche e gli immancabili grattacieli. Milano con l'ennesimo cambio di profilo, uno skyline diverso allo scadere di ogni lustro. Nel bel mezzo anche la nuova sede RAI, la "Saxarubra" milanese di cui si parlò qualche mese fa.
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Visioni (seconda puntata) |
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Visioni di case che crescono. Aspettando l’Expo e qualche altro miracolo.
Il tabellone elettronico non si lascia certo intimidire dalle preghiere dei pedoni. I minuti d’attendere per la 90 sono quindici, tutto il resto è noia. Noi, ultimi tra i sopravvissuti di un inizio estivo milanese, siamo contratti dentro una sera perfettamente blu, senza nuvole o silenzio. La città si è consumata attorno ai brevi rimpianti dell’ennesimo pomeriggio afoso e ha finito per squagliarsi senza troppa eleganza. Chi ritorna a casa, dentro i propri camici acquatici, non ha tanta voglia di badare al paesaggio. Le macchine così si bruciano i propri chilometri, disumane come certi incubi, mentre qualche saracinesca tossisce ancora la fine del proprio turno.
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Mentre su L'Espresso Michele Serra conferma l'idea che abbiamo più volte suggerito dell'Expo ridotto a una tendopoli (di lusso ma sempre di accampamento si tratta), in città va in scena un'altra puntata della telenovela dell'acquisto dei terrreni. Attenzione, che nessuno si allarmi: nulla è stato fatto. Questa vicenda, che per certi aspetti meriterebbe l'attenzione di siti come Dagospia, sta prendendo toni non sempre chiari.
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