Venerdì, 30 Lug 2010

Quanto manca all'Expo?

01.05.2015 00:01 1735 Days

Area Riservata



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Si parla del dopo Expo. Ma prima?

Città del futuro

Personaggi politici e privati pensano già al dopo Expo: il resto del mondo sorride, per non dire che qualchuno addirittura si sganascia dalle risate. Le aree destinate all'esposizione universale, fatte di tende e serre, pare saranno luoghi di fecondazione di grandi complessi edilizi, fatti di strutture avveniristiche e gli immancabili grattacieli. Milano con l'ennesimo cambio di profilo, uno skyline diverso allo scadere di ogni lustro. Nel bel mezzo anche la nuova sede RAI, la "Saxarubra" milanese di cui si parlò qualche mese fa.

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Sul nulla del nulla

Non è cattiveria o poca volontà nel pubblicare notizie sul mondo Expo: la verità è che non ce ne sono, non sta succedendo nulla davvero. Ieri, durante il consoglio di amministrazione di Expo SpA, il neo direttore generale Sala è stato prima nominato consigliere e, subito dopo, eletto alla carica di Amministratore Delegato, quella che fu di Stanca. Sorrisi e applausi ma, a proposito dei terreni, ancora nulla di fatto. Adesso c'è chi propone addirittura l'esproprio (stile anni 70, infatti la proposta viene dal PD) mentre Comune e Provincia restano sull'idea del comodato d'uso a differenza della Regione che vorrebbe comprare a tutti i costi. Il resto è solo caldo e noia.

 
Visioni (seconda puntata)

via tolstoj

Visioni di case che crescono. Aspettando l’Expo e qualche altro miracolo.

Il tabellone elettronico non si lascia certo intimidire dalle preghiere dei pedoni. I minuti d’attendere per la 90 sono quindici, tutto il resto è noia. Noi, ultimi tra i sopravvissuti di un inizio estivo milanese, siamo contratti dentro una sera perfettamente blu, senza nuvole o silenzio. La città si è consumata attorno ai brevi rimpianti dell’ennesimo pomeriggio afoso e ha finito per squagliarsi senza troppa eleganza. Chi ritorna a casa, dentro i propri camici acquatici, non ha tanta voglia di badare al paesaggio. Le macchine così si bruciano i propri chilometri, disumane come certi incubi, mentre qualche saracinesca tossisce ancora la fine del proprio turno.

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Le allegre comari di... Milano

Cantiamo e balliamo, tanto all'Expo ci penseremo

Dopo la stizzita dichiarazione del tenero Guido, in seguito all'incontro di lunedì, che ha portato all'ennesimo nulla di fatto sulle aree Expo, giunge puntuale la replica dai vertici del Pirellone, dove le menti dell'ufficio stampa del SuperGovernatore Robertone Formigoni hanno partorito quanto segue: "La Regione ha pazientemente spiegato a Podestà e ai suoi valenti collaboratori che c'è una differenza fondamentale tra gli Accordi di programma fin qui firmati dalla Regione e quello che qualcuno ipotizza per Expo".

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Senza fine

Rendering dell'Expo all'idroscalo di Milano

Mentre su L'Espresso Michele Serra conferma l'idea che abbiamo più volte suggerito dell'Expo ridotto a una tendopoli (di lusso ma sempre di accampamento si tratta), in città va in scena un'altra puntata della telenovela dell'acquisto dei terrreni. Attenzione, che nessuno si allarmi: nulla è stato fatto. Questa vicenda, che per certi aspetti meriterebbe l'attenzione di siti come Dagospia, sta prendendo toni non sempre chiari.

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Terreni 1 - Expo 0

Che bella la terra da coltivare...

Mentre si attendeva la nuova proposta da parte dei proprietari dei terreni dell'area Expo e i vertici politici si occupavano d'altro (Monopoli, regalie e cambi di nome alle sale convegni) quella non è arrivata: nel modo peggiore, nessuno si è preoccupato di presentarsi per farlo. Della serie o accettate la proposta così com'è oppure non se ne fa nulla. Il supergovernatore portatore di soldi ai fratelli ciellini si è subito risentito, dicendo che l'Expo non è stato vinto per fare dei regali ai privati ma, se Atene piange, anche Sparta non ride... Infatti ieri in borsa, il titolo di Fiera Milano, ha subito un brusco rallentamento dovuto proprio alle notizie che Fondazione non aveva ancora trovato un accordo sulla cessione o sul comodato d'uso.

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Attenzione: il caldo uccide i neuroni

Tutti al circo!

Il sindaco Moratti, che nelle ultime 48 ore è stata impegnata nella battaglia perché Milano trovasse posto nel nuovo Monopoli (sì, lo sappiamo che sembra uno scherzo ma è la verità) ha dato un ultimatum di un giorno alla Fondazione Fiera e al gruppo Cabassi affinché tornino al tavolo delle trattative con una proposta più seria circa la possibile cessione o prestito delle aree destinate alla tendopoli Expo.

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L'Expo? Si poteva fare a Rimini...

Serve denaro? Roberto ne ha per tutti!

Per le aree dell'expo ancora nessuna notizia certa: il socio di riferimento di Expo Spa fa sapere che sarebbe necessario accordarsi per l'acquisto dei terreni al fine di non permettere a terzi di godere dei frutti, a livello infrastrutturale, costruiti con fondi pubblici una volta terminata l'esposizione del 2015. I proprietari dei terreni, Fondazione Fiera Milano e la famiglia Cabassi, al contrario, si sono detti disponibili a prestare le aree alla cifra simbolica di un euro in cambio della restituzione delle stesse con cambio di destinazione d'uso compreso. Mentre in Comune si discute sul piano di governo del territorio (PGT) con discussioni fiume di oltre 15 ore grazie anche agli oltre 200 emendamenti proposti dall'opposizione, in Regione si trovano 234.000  Euro da "regalare" alla manifestazione ciellina di Rimini, tanto cara al nostro Governatore.

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